L’Iraq chiede un aumento delle quote OPEC dopo l’uscita degli Emirati Arabi Uniti

In Breve
- Perché l'Iraq sta chiedendo un aumento delle quote OPEC?
- L'Iraq richiede un aumento delle quote OPEC per evitare di considerare l'uscita dal cartello dopo l'uscita degli Emirati Arabi Uniti.
- Qual è l'importanza del petrolio per l'economia irachena?
- Il petrolio rappresenta il 53% del PIL reale dell'Iraq nel 2025, rendendo l'economia fortemente dipendente dalle esportazioni.
- Cosa prevede il nuovo piano di esportazione dell'Iraq?
- Il piano prevede di triplicare le esportazioni di greggio attraverso il Kurdistan-Turchia da 220.000 a 770.000 barili al giorno.
Baghdad ha recentemente richiesto a OPEC di aumentare significativamente la quota di fornitura di petrolio dell’Iraq, in seguito a notizie che indicano una possibile uscita dal cartello. Questa pressione arriva in un momento critico, poiché l’Iraq è il secondo maggiore esportatore di petrolio all’interno dell’organizzazione, che ha già visto l’uscita del suo terzo produttore, gli Emirati Arabi Uniti, lo scorso aprile.
Secondo quanto riportato da Reuters, l’Iraq sta considerando seriamente l’idea di lasciare OPEC se non verranno apportate modifiche alle attuali quote di produzione. Un portavoce del ministero del petrolio iracheno ha dichiarato che “dovrà essere presa una decisione riguardo alla permanenza o all’uscita” dal cartello, qualora non si registrino cambiamenti significativi.
Tuttavia, il ministero del petrolio ha successivamente smentito che tali notizie rappresentassero la posizione ufficiale del governo iracheno, pur sottolineando l’importanza di rivedere le quote di produzione di petrolio.
La situazione economica dell’Iraq è fortemente legata al petrolio, e la sua dipendenza dalle esportazioni attraverso il Golfo Persico è diventata ancora più evidente dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, avvenuto il 28 febbraio. Questo contesto geopolitico ha reso l’Iraq vulnerabile alle fluttuazioni del mercato e alle tensioni regionali.
Per affrontare queste sfide, il governo iracheno ha approvato piani per accelerare le esportazioni di greggio attraverso la rete di oleodotti Kurdistan-Turchia. Questo progetto prevede un aumento delle spedizioni da 220.000 barili al giorno a 770.000, offrendo un’alternativa strategica per l’export attraverso il porto mediterraneo di Ceyhan in Turchia. Quando il sistema sarà operativo a pieno regime, si prevede che fornirà un significativo supporto all’economia irachena, che nel 2025 ha visto il petrolio contribuire per il 53% al suo PIL reale, secondo la Banca Mondiale.
In un’analisi recente, QuantCube Technology ha rivelato che le esportazioni complessive dell’Iraq sono praticamente scomparse dall’inizio della guerra, a causa della sua dipendenza geografica dal Passaggio di Hormuz. L’indicatore di QuantCube misura il volume di tonnellate di portata morta in partenza dai porti iracheni e degli Emirati Arabi Uniti, fornendo una stima del carico trasportato dalle navi.
