Energia

Magna potenzia il battery swapping in India con un investimento di 35 milioni di dollari in Yuma

di redazione Settembre 1, 2026 Categorie: Energia, Imprese

In Breve

Quanto ha investito Magna in Yuma?
Magna ha investito 35 milioni di dollari in Yuma Energy.
Qual è l'obiettivo di Yuma con il nuovo capitale?
L'obiettivo è ampliare l'infrastruttura di swapping e raddoppiare la flotta di batterie.
In quante città opera Yuma in India?
Yuma opera in 18 città indiane.

Magna International ha recentemente annunciato un investimento di 35 milioni di dollari in Yuma Energy, una società con sede a Bengaluru specializzata nella gestione di una rete di battery swapping per veicoli elettrici a due e tre ruote. Questo investimento aumenta la partecipazione di Magna nella joint venture, portandola oltre il 51% inizialmente detenuto al momento della fondazione. L’operazione comporta anche una riduzione della quota del 49% precedentemente in mano a Yulu, sebbene la nuova ripartizione azionaria non sia stata divulgata dal managing director di Yuma.

Questa mossa strategica si basa sulle particolari condizioni del mercato indiano, caratterizzato da un alto numero di veicoli a due e tre ruote e da una rapida espansione dell’economia delle consegne. In questo contesto, il modello di battery swapping si presenta come una soluzione più efficiente rispetto alla ricarica veloce, grazie all’alto tempo di utilizzo giornaliero dei veicoli.

Yuma, che è emersa come spin-out da Yulu all’inizio del 2023, ha già completato oltre 60 milioni di scambi di batterie e gestisce circa 100.000 batterie distribuite. L’azienda ha attualmente in funzione oltre 400 stazioni di swapping, con più di 2.500 unità di ricarica, e ha chiuso l’anno fiscale al 31 marzo 2026 con ricavi di circa 1 miliardo di rupie, equivalenti a circa 10,5 milioni di dollari. Sebbene il gruppo non sia ancora profittevole nel complesso, alcune delle stazioni più datate hanno già raggiunto un EBITDA positivo, e l’obiettivo è quello di raggiungere il pareggio operativo entro i prossimi due trimestri.

Gran parte del nuovo capitale sarà destinato all’espansione dell’infrastruttura di swapping e al raddoppio della flotta di batterie nei prossimi 12-18 mesi. Questa attività richiede investimenti iniziali significativi per garantire che le batterie e le stazioni siano sempre pronte all’uso. Attualmente, Yulu continua a generare la maggior parte degli scambi, ma la dipendenza da essa sta diminuendo: nell’ultimo trimestre, il 15-20% degli scambi è provenuto da clienti diversi da Yulu, e l’azienda prevede che questa quota arrivi a circa il 25% entro due anni.

Yuma serve più di cinque flotte e ha integrato i propri accumulatori con oltre dieci piattaforme veicolari, tra cui Kinetic Green, Motovolt, BGauss e Quantum Energy. La rete di Yuma copre 18 città indiane, tra cui Bengaluru, Hyderabad, Mumbai, l’area di Delhi, Jaipur, Lucknow, Indore, Coimbatore, Kochi e Kolkata. Con il nuovo capitale, sono previste espansioni a Chennai e Pune, oltre a ulteriori stazioni nelle città già servite.

Per i prossimi 12-18 mesi, l’India rimarrà il mercato prioritario per Yuma, mentre sono in fase di valutazione opportunità in mercati del Sud-est asiatico, come Vietnam e Thailandia, e in alcune aree dell’Africa. A differenza di molti concorrenti, Yuma progetta e produce internamente i propri pacchi batteria nello stabilimento di Chennai e le unità di ricarica a Bengaluru, mantenendo così il controllo sia sull’hardware che sulla rete di gestione.

Nel 2022, Magna aveva già investito complessivamente 77 milioni di dollari in Yulu e nella joint venture di swapping, con 25 milioni destinati a Yulu e 52 milioni alla joint venture. Yulu e Yuma rappresentano gli unici investimenti di Magna in startup in India.

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