Sciopero di 24 ore all’ex Ilva di Taranto: i lavoratori protestano contro i licenziamenti

In Breve
- Qual è il motivo dello sciopero all'ex Ilva di Taranto?
- Lo sciopero è indetto contro il rischio di licenziamenti collettivi per circa 2.500 operai.
- Quando si svolge lo sciopero?
- Lo sciopero inizia alle 9 di oggi e termina alle 7 di domani.
- Cosa chiedono i sindacati?
- I sindacati chiedono garanzie occupazionali, tutela del reddito e un piano industriale per Taranto.
Oggi, 14 settembre 2026, i sindacati Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno proclamato uno sciopero di 24 ore per tutti i lavoratori dell’appalto dello stabilimento ex Ilva di Taranto. La mobilitazione avrà inizio alle ore 9 di oggi e terminerà alle 7 di domani. I lavoratori hanno già occupato la strada provinciale per Statte e hanno annunciato un blocco sulla statale in direzione Bari.
La protesta è stata indetta in risposta al rischio di licenziamenti collettivi che coinvolgerebbero circa 2.500 operai, legati alla prevista fermata dell’area a caldo dello stabilimento entro la fine di ottobre, come disposto dalla Corte d’Appello di Milano. In una nota ufficiale, i sindacati hanno dichiarato: «Sia chiaro che non ci fermeremo se non ci saranno soluzioni e misure straordinarie per tutti i lavoratori». Inoltre, hanno ribadito che «il tempo è scaduto» e hanno chiesto garanzie occupazionali, tutela del reddito, un piano industriale per Taranto e il blocco delle procedure di licenziamento nell’appalto.
Per domani, è previsto un nuovo incontro a Palazzo Chigi tra il Governo e i rappresentanti sindacali riguardo alla situazione dell’ex Ilva. Tuttavia, fino a ieri non era ancora arrivata alcuna convocazione formale né alle organizzazioni sindacali né ai commissari delle amministrazioni straordinarie di Ilva e Acciaierie d’Italia.
