Nike chiude l’anno con ricavi superiori alle attese, ma il futuro è incerto

In Breve
- Quali sono i ricavi di Nike per l'ultimo trimestre?
- Nike ha chiuso l'ultimo trimestre con ricavi di 10,97 miliardi di dollari.
- Come si prevede l'andamento futuro di Nike?
- Nike prevede una flessione dei ricavi tra il basso e il medio singolo percentuale.
- Quali sono le criticità nel portafoglio marchi di Nike?
- Converse ha registrato un crollo del fatturato trimestrale del 32%.
Nike ha concluso l’ultimo trimestre dell’esercizio 2025-2026 con risultati finanziari che superano le attese del mercato. I ricavi hanno raggiunto i 10,97 miliardi di dollari, superiori alle aspettative medie di 10,86 miliardi. L’utile per azione è stato di 72 centesimi, includendo un impatto positivo di 52 centesimi derivante dal previsto recupero dei dazi sulle importazioni. Tuttavia, nonostante questi risultati, il titolo ha registrato una perdita dell’1,3% nel pre-market, per poi aprire con un lieve rialzo.
Nel complesso, l’esercizio si è chiuso con ricavi totali di 46,4 miliardi di dollari, stabili rispetto all’anno precedente a cambi correnti, ma in calo del 2% a parità di tassi di cambio. Le vendite wholesale sono aumentate a 27,5 miliardi (+6% su base riportata, +4% a cambi costanti), mentre le vendite tramite Nike Direct sono diminuite a 17,7 miliardi (-6% riportato, -8% a cambi costanti), a causa di un indebolimento delle vendite digitali (-12%) e dei negozi diretti (-4%).
Per quanto riguarda la redditività, il margine lordo è cresciuto di 20 punti base raggiungendo il 42,9%, mentre l’utile netto è sceso a 3,1 miliardi (-3%) e l’utile diluito per azione a 2,10 dollari (-3%). La società ha avvertito che la debolezza della domanda e l’incertezza macroeconomica continueranno a influenzare i risultati almeno nei prossimi sei mesi. Il direttore finanziario uscente ha dichiarato che non ci si aspetta un miglioramento significativo del contesto nel periodo a venire.
Nike prevede ora una flessione dei ricavi compresa tra il basso e il medio singolo percentuale, con un rallentamento nel secondo trimestre rispetto al primo. Questo rallentamento è attribuito a fattori come una maggiore attività promozionale digitale in EMEA l’anno precedente e la diversa tempistica delle spedizioni wholesale in Nord America. Per affrontare questa situazione, il gruppo sta riducendo gli ordini, moderando il future sell-in e gestendo le scorte in modo più rigoroso. Queste misure, sebbene possano moderare i ricavi, dovrebbero contribuire a migliorare i margini lordi.
Il CEO Elliott Hill ha sottolineato gli interventi strutturali avviati per rafforzare la strategia “Sport Offense”, con un focus su innovazione di prodotto, rafforzamento del marchio e riposizionamento verso gli sport principali come calcio e running. Inoltre, è stato annunciato un reset della strategia in Greater China per adattare l’offerta ai gusti locali e rafforzare il posizionamento premium, in un mercato che ha visto una diminuzione dei ricavi del 12% su base annua.
Il portafoglio marchi di Nike mostra criticità, in particolare per Converse, il cui fatturato trimestrale è crollato del 32%, portando le vendite annuali ai livelli più bassi dal 2011. Alcuni analisti hanno interpretato il recente trasferimento della star del basket Shai Gilgeous-Alexander al marchio principale come un possibile segnale di una futura dismissione di Converse.
Tra i fattori che pesano sulle prospettive di Nike vi sono lo smaltimento delle eccedenze di magazzino, che comprime i margini, la crescente concorrenza dei brand locali e le pressioni sui consumatori che penalizzano l’abbigliamento sportivo. In previsione dei Mondiali di calcio, Nike ha incrementato gli investimenti di marketing per cercare di recuperare terreno.
Infine, sul fronte della governance, il financial officer Matt Friend lascerà la società il 4 settembre, e David Denton, attuale direttore finanziario di Pfizer, assumerà la carica di chief financial officer a partire da agosto.
