Economia

Assobibe: La Sugar Tax Minaccia il Settore delle Bevande Analcoliche e Blocca Investimenti

di redazione Settembre 23, 2026 Categorie: Economia

In Breve

Cosa chiede Assobibe riguardo alla sugar tax?
Assobibe chiede l'abolizione della sugar tax, sostenendo che penalizza il settore delle bevande analcoliche.
Quali sono gli impatti previsti della sugar tax sul settore?
Si prevede un aumento del 28% della pressione fiscale e oltre 5.000 posti di lavoro a rischio.
Qual è l'impegno delle aziende nel settore delle bevande analcoliche?
Le aziende hanno ridotto le vendite di bevande zuccherate del 27% e il contenuto di zucchero del 44% negli ultimi dieci anni.

Assobibe, l’associazione che rappresenta il settore delle bevande analcoliche in Italia, ha lanciato un appello per l’abolizione della sugar tax, una misura fiscale introdotta nel 2019 e che potrebbe entrare in vigore a gennaio 2027. Secondo Assobibe, questa tassa non solo penalizza la crescita del comparto, ma blocca anche investimenti cruciali e non apporta modifiche significative ai trend di obesità e consumo di zucchero.

Giangiacomo Pierini, presidente dell’associazione, ha sottolineato che la sugar tax, più volte annunciata e poi sospesa, potrebbe avere un impatto devastante sul settore. Attualmente, le aziende stanno trattenendo investimenti per circa 1 miliardo di euro in macchinari, processi e innovazione, in attesa di sviluppi normativi.

Il comparto delle bevande analcoliche in Italia occupa circa 84.000 persone e genera un valore economico di 5 miliardi di euro. Inoltre, il 64% dei soci di Assobibe è costituito da piccole e medie imprese, un segmento che ha visto un aumento delle esportazioni del 120% negli ultimi cinque anni.

Nel 2026, il settore ha registrato una crescita del 3,7%, trainata da un incremento del 6,7% durante i mesi estivi, attribuibile principalmente al turismo e alle ondate di caldo. Tuttavia, l’associazione prevede che l’entrata in vigore della sugar tax comporterebbe un aumento medio del 28% della pressione fiscale per litro di soft drink, con una riduzione delle vendite del 16% annuo nel biennio successivo e oltre 5.000 posti di lavoro a rischio.

Dal punto di vista fiscale, l’incasso stimato dalla sugar tax è di 270 milioni di euro, ma il minor gettito IVA è valutato in 265 milioni. Le aziende avvertono che questa misura arriva in un momento di forti aumenti dei costi energetici, delle materie prime e dei trasporti, aggravando ulteriormente la situazione economica del settore.

Assobibe evidenzia anche l’impegno delle aziende nel promuovere la salute pubblica: negli ultimi dieci anni, le vendite di bevande zuccherate sono diminuite del 27%, mentre il contenuto di zucchero nelle bevande è stato ridotto del 44%. Inoltre, il settore contribuisce solo all’1% delle calorie totali assunte in Italia e ha adottato protocolli con i ministeri della Salute, tra cui la non vendita di bevande zuccherate nelle scuole e l’assenza di marketing rivolto ai minori di 13 anni.

Per dimostrare l’inefficacia della sugar tax nel modificare i tassi di obesità e consumo di zucchero, Assobibe cita dati di paesi che hanno implementato misure simili, dove l’obesità ha continuato a crescere e, in alcuni casi, anche i consumi di zucchero. Alcuni Stati europei, come la Danimarca, hanno già fatto marcia indietro su tali misure.

Inoltre, Confindustria, il mondo agricolo, la grande distribuzione, il commercio e i sindacati hanno espresso il loro sostegno alla posizione di Assobibe. È previsto un convegno a Roma, dove esponenti dei vari partiti discuteranno le ragioni del settore, evidenziando i dati e le preoccupazioni sollevate dall’associazione.

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