Economia

L’impatto dell’aumento dei tassi sui mutui: rincari fino a 540 euro all’anno

di redazione Settembre 21, 2026 Categorie: Economia, Finanza

In Breve

Qual è l'aumento medio dei costi per i mutui?
I mutui stipulati ad ottobre presentano un rincaro medio di 540 euro all'anno.
Cosa ha causato l'aumento dei tassi?
L'aumento è dovuto all'incremento dell'Irs e dell'Euribor, oltre ai tassi ufficiali della Banca centrale europea.
Quali sono le previsioni per i tassi futuri?
Le proiezioni indicano un possibile aumento dei tassi variabili fino al 4,25% nel 2036.

Una recente simulazione ha messo in luce come chi stipula un mutuo da 130.000 euro con una durata di 25 anni a ottobre si trovi a fronteggiare costi significativamente più elevati rispetto a chi ha firmato il contratto a febbraio. La differenza, infatti, può arrivare a quasi 13.500 euro nell’arco dei 25 anni, corrispondente a circa 540 euro all’anno.

Questo confronto analizza due mutui con lo stesso importo e durata, applicando un mix ponderato delle scelte contrattuali dei mutuatari italiani, con l’85% che opta per un tasso fisso e il 15% per un tasso variabile. L’esborso complessivo stimato per il mutuo medio stipulato a febbraio è di 187.765 euro, mentre per quello acceso a ottobre si sale a 196.865 euro, evidenziando una differenza di 9.100 euro sulle 300 rate.

Il deterioramento delle condizioni è attribuibile all’aumento sia dell’Irs, il tasso di riferimento per i mutui a tasso fisso, sia dell’Euribor, utilizzato per quelli variabili. Inoltre, il recente incremento dei tassi ufficiali da parte della Banca centrale europea, avvenuto il 10 settembre, ha ulteriormente aggravato la situazione, con un rialzo di 25 punti base che ha portato il tasso sui depositi al 2,50% e quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65%.

Nel dettaglio, per i mutui a tasso fisso, il tasso medio è passato dal 2,982% di febbraio al 3,49% previsto per ottobre. Questo ha comportato un aumento della rata mensile da 615 a circa 650 euro e un incremento del rimborso complessivo da 184.577 a 195.034 euro, con un aumento medio di 10.457 euro, pari a circa 418 euro all’anno. Per quanto riguarda i mutui a tasso variabile, il tasso è calcolato come somma di uno spread dello 0,60% e della media tra Euribor a uno e a tre mesi, passando dal 2,58% di febbraio (rata 589 euro) al 3,24% di ottobre (rata 632 euro, +43 euro).

Le proiezioni per il lungo termine indicano che il tasso variabile potrebbe salire al 3,93% nel 2029 e al 4,25% nel 2036, portando la rata a circa 679 euro e poi a circa 695 euro. Con queste previsioni, il mutuo variabile stipulato a febbraio comporterebbe un esborso di 205.825 euro, mentre quello di ottobre salirebbe a 207.239 euro, con un incremento di 1.414 euro. Se i tassi fossero rimasti invariati dai livelli di febbraio, l’extra-costo sul variabile arriverebbe a 30.673 euro, pari a 1.227 euro all’anno.

Roberto Anedda, responsabile dell’analisi dei mercati finanziari, commenta: «Tutti gli scenari a medio termine stimano tassi di interesse in rialzo. Le tensioni sul mercato energetico restano elevate e questo porterà ad alzare i costi. Si tratta di extracosti che possono trasformarsi in migliaia di euro lungo la vita del mutuo, a fronte di una situazione reddituale delle famiglie italiane che non ha neanche assorbito i picchi dell’inflazione del 2022-2023. Inevitabilmente questa situazione si rifletterà presto in una contrazione delle erogazioni».

Le compravendite di abitazioni hanno già mostrato una prima frenata nel secondo trimestre del 2026; per valutare compiutamente l’impatto dei tassi sulle erogazioni e sul mercato immobiliare sarà necessario attendere le statistiche di fine anno.

Oltre ai mutui, la simulazione ha evidenziato ulteriori extra-costi attesi per l’autunno 2026 per una famiglia media: la spesa per carburante aumenterà di 324 euro (con un consumo familiare ipotizzato di 1.000 litri all’anno), la bolletta elettrica di 114 euro (consumo annuo di 2.187 kWh) e la bolletta del gas di 180 euro (consumo annuo di 678 Smc).

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