Economia

Crisi della siderurgia canadese: le conseguenze dei dazi USA sull’acciaio

di redazione Settembre 17, 2026 Categorie: Economia

In Breve

Quali sono le cause della crisi della siderurgia canadese?
La crisi è causata dai dazi imposti dagli Stati Uniti sull'acciaio, che hanno ridotto drasticamente la produzione e le esportazioni.
Qual è l'impatto dei dazi sulla produzione d'acciaio in Canada?
La produzione d'acciaio in Canada è scesa del 15% a maggio 2026 rispetto all'anno precedente.
Come stanno reagendo le aziende canadesi alla crisi?
Alcune aziende stanno investendo in nuovi impianti, mentre altre cercano di adattarsi ai cambiamenti del mercato.

La siderurgia canadese sta affrontando una crisi profonda, innescata dai dazi imposti dagli Stati Uniti sull’acciaio. Questi dazi, introdotti nell’ambito della Section 232 nel maggio 2025, hanno avuto un impatto devastante sulla produzione e sulle esportazioni canadesi.

Il 8 settembre 2026, il Canada ha risposto attivando contromisure su oltre 300 prodotti derivati dall’acciaio e dall’alluminio, raddoppiando le tariffe fino al 50%. Questa escalation ha portato a un significativo calo della produzione d’acciaio in Canada, scesa del 15% a maggio 2026 rispetto all’anno precedente, con una contrazione annua del 14%. Le esportazioni verso gli Stati Uniti hanno subito un crollo del 31% nel 2025 e un ulteriore calo del 55% nei primi tre mesi del 2026.

Tra le aziende più colpite vi è Algoma, che produce 2,2 milioni di tonnellate di acciaio all’anno. Circa la metà della sua produzione è destinata al mercato statunitense, e l’azienda ha già annunciato la chiusura anticipata degli altiforni a gennaio 2026. Per far fronte alla crisi, Algoma sta investendo circa 1 miliardo di dollari canadesi in impianti a forno elettrico, ma prevede un Ebitda negativo nel 2026, dopo aver registrato un Ebitda adjusted negativo di circa 450 milioni di dollari al 31 marzo 2026. Il titolo di Algoma ha perso circa il 30% del suo valore da maggio 2025, con speranze di tornare in attivo nel 2027 grazie all’avvio dei nuovi impianti.

Altre aziende, come Ivaco e Gerdau Nord America, stanno vivendo difficoltà simili. Tuttavia, alcuni gruppi riescono a resistere grazie alla natura dei mercati di destinazione finale e alle politiche di Buy Canadian introdotte dal governo canadese a metà dicembre 2025. Ad esempio, l’acciaieria ArcelorMittal a Montreal, specializzata in prodotti per l’edilizia e le infrastrutture, è rimasta sostanzialmente indenne, ma ha chiuso un laminatoio a giugno 2026 per concentrare la produzione in un unico hub. Il direttore finanziario, Genuino Christino, ha dichiarato che i dazi USA costano al gruppo 150 milioni di dollari a trimestre.

Dofasco ha registrato un progresso del 3% su base annua, grazie a contratti di fornitura a lungo termine per i distretti automobilistici dell’Ontario. Lo stabilimento Lake Erie di Stelco, rilevato da Cleveland Cliffs, ha dovuto orientarsi verso il mercato interno per colmare il vuoto d’offerta lasciato dalla diminuzione delle importazioni statunitensi, accettando però margini inferiori e contribuendo a una maggiore volatilità.

Le nuove stratificazioni e i vincoli, già in parte attuati e attesi a partire dal 2027, potrebbero aggravare ulteriormente la situazione del settore siderurgico canadese. Con un panorama così incerto, il futuro della siderurgia in Canada resta appeso a un filo, mentre le aziende cercano di adattarsi a un contesto in continua evoluzione.

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