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Generazioni al lavoro: il confronto di Bologna sulle sfide della pluralità anagrafica in azienda

di redazione Ottobre 12, 2026 Categorie: Imprese, Lavoro

In Breve

Qual è il tema centrale dell'evento di Bologna?
La gestione della pluralità generazionale in azienda.
Chi sono alcuni degli esperti intervenuti?
Paolo Sestito, Elena Bonetti, Ciro Cafiero e Claudio Lucifora.
Quali sono le politiche adottate dalle imprese per gestire i lavoratori più anziani?
Politiche di age management e misure per il passaggio generazionale.

Il 7 ottobre, nel suggestivo museo Palazzo Pepoli di Bologna, si è svolta la seconda tappa del roadshow “Generazioni al lavoro”. Questo evento fa parte dell’iniziativa “Cultura di Impresa 2026 – Valori che creano valore”, promossa da 4.Manager in collaborazione con Il Sole 24 Ore.

Il dibattito ha messo in luce la crescente necessità di gestire la compresenza in azienda di lavoratori di diverse età, esperienze e aspettative. Questa pluralità anagrafica è il risultato di un calo demografico e dell’allungamento della vita professionale, fenomeni che richiedono una revisione dei modelli organizzativi, dei percorsi di sviluppo delle competenze e degli stili di leadership.

Tra i temi trattati, si è discusso di politiche di age management e pratiche di active ageing, con l’obiettivo di valorizzare sia le popolazioni junior che senior. Gli interventi mirano a trasformare la pluralità generazionale in una leva per l’innovazione e la competitività delle imprese.

All’evento hanno partecipato esperti e manager di spicco, tra cui Paolo Sestito della Banca d’Italia, Elena Bonetti, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica, il giuslavorista Ciro Cafiero e l’economista Claudio Lucifora. Rappresentanti di aziende come Philip Morris Italia, Essay Group e Fastweb+Vodafone hanno condiviso le loro esperienze e strategie.

I dati emersi dal dibattito offrono uno spaccato significativo della situazione attuale: gli under 30 costituiscono il 15,6% degli occupati, mentre gli over 60 rappresentano il 9,9%. Inoltre, l’81,2% delle imprese ha adottato almeno un intervento per attrarre, inserire o trattenere i giovani, e il 77,1% ha implementato azioni per la gestione dei lavoratori più anziani.

Tra gli strumenti più diffusi per facilitare l’integrazione intergenerazionale figurano il mentoring e l’affiancamento. Per i giovani, le misure più apprezzate includono il lavoro agile, iniziative di welfare, forme di flessibilità e premi. Al contrario, per i lavoratori senior, le politiche si concentrano sulla gestione del passaggio generazionale e sulla preservazione delle competenze aziendali.

Francesca Mazzolari, intervenuta all’evento, ha sottolineato che la sfida di gestire una forza lavoro multigenerazionale può trasformarsi in un’opportunità. Se le imprese imparano a valorizzare le differenze e le esperienze, possono promuovere un apprendimento reciproco, garantire la continuità del sapere e contribuire a uno sviluppo sostenibile.

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