Lavoro

Infortuni sul lavoro in Italia: dati 2025 mostrano un incremento delle denunce e una diminuzione dei decessi

di redazione Settembre 22, 2026 Categorie: Lavoro

In Breve

Qual è il numero di denunce di infortuni sul lavoro nel 2025?
Nel 2025, le denunce di infortuni sul lavoro in Italia sono arrivate a 600.000.
Come sono cambiati i decessi sul lavoro nel 2025?
I decessi denunciati sono scesi a 1.198, con una riduzione del 3,3% rispetto all'anno precedente.
Quali settori hanno registrato il maggior numero di infortuni?
L'Industria e i servizi rappresentano l'89,7% degli infortuni sul lavoro.

Nel 2025, le denunce di infortuni sul lavoro in Italia hanno raggiunto quota 600.000, segnando un incremento dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Contemporaneamente, il numero di decessi denunciati è sceso a 1.198, con una riduzione del 3,3%. Analizzando il dato complessivo, si evidenzia che 519.000 denunce riguardano i lavoratori (+0,8%), mentre 81.000 sono attribuibili agli studenti (+3,4%). Tra i decessi, 1.189 vittime sono lavoratori (37 in meno, -3,02%) e 9 studenti (4 in meno, -30,77%).

Gli infortuni verificatisi durante l’attività lavorativa sono stati 414.917, in aumento dello 0,5%. La maggior parte degli incidenti si è registrata nel settore dell’Industria e dei servizi, che rappresenta l’89,7% dei casi, seguito dall’Agricoltura con il 5,8% e dal conto Stato con il 4,5%. Rispetto al 2024, l’Industria e i servizi hanno visto un incremento dello 0,6%, mentre l’Agricoltura ha subito una diminuzione del 2,1%. La riduzione dei decessi sul lavoro (-38 casi, -4,1%) è interamente attribuibile all’Industria e ai servizi, che hanno riportato 43 vittime in meno; questo settore concentra l’85,2% delle denunce mortali, seguito dall’Agricoltura (13,5%) e dal conto Stato (1,3%).

Per quanto riguarda i settori specifici, le Costruzioni hanno registrato 175 denunce mortali (19 in meno), il Comparto manifatturiero 129 (8 in più) e il Trasporto e magazzinaggio 126 (20 in meno). Le lavoratrici rappresentano il 32,1% degli infortuni sul lavoro e il 6,1% dei decessi. Le fasce d’età più colpite includono il 35,5% di lavoratori tra i 50 e i 64 anni, il 30,7% sotto i 35 anni e il 30,6% tra i 35 e i 49 anni; la quota degli over 64 è salita al 3,2% (rispetto al 2,9% nel 2024 e al 2,4% nel 2021). Tra le vittime, due su tre hanno più di 50 anni.

Gli infortuni in itinere, ossia quelli avvenuti tra abitazione e luogo di lavoro, sono stati 104.417, in aumento del 2,4% e superiori ai 103.492 casi del 2019. I decessi in itinere sono rimasti sostanzialmente stabili (299 contro 298), ma comunque inferiori ai 335 del 2019.

L’intensità degli infortuni in rapporto agli occupati, secondo i dati Istat, è scesa: nel 2025 si sono registrati 1.720,4 infortuni ogni 100.000 occupati (-0,3% rispetto al 2024 e -13,4% rispetto al 2019, quando il valore era 1.986,7). Anche l’incidenza dei decessi è diminuita a 3,69 decessi ogni 100.000 occupati (-4,9% rispetto al 2024, quando il valore era 3,88, e -5,4% rispetto al 2019, 3,90).

Le denunce per malattie professionali hanno raggiunto 98.312 nel 2025, con un aumento dell’11,3% rispetto alle 88.338 del 2024; questo rappresenta il dato più elevato degli ultimi 26 anni e un valore quadruplicato rispetto al 2000. L’incremento è attribuibile all’azione di patronati e medici certificatori ed è interpretato come un’emersione del sommerso piuttosto che un peggioramento delle condizioni di lavoro. Il conteggio si riferisce a singole patologie: i lavoratori interessati sono stati 63.136 (+8,8%), con una media di 1,6 denunce per lavoratore. Le patologie muscolo-scheletriche arrivano a circa 70.000 casi e rappresentano tre denunce su quattro.

Fabrizio D’Ascenzo, presidente dell’Inail, ha sollecitato l’estensione delle tutele a nuove categorie di lavoratori, chiedendo di abolire il criterio selettivo che conforma il Testo unico per tendere a un principio di universalità. Ha inoltre sottolineato l’importanza dell’adeguamento delle prestazioni economiche per infortunati, tecnopatici e superstiti, richiamando proposte come l’aggiornamento delle tabelle di indennizzo del danno biologico, l’abbassamento della franchigia e l’incremento dell’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta, auspicandone un rapido accoglimento. L’istituto conferma il proseguimento del sostegno a strumenti di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, attraverso la redazione di norme gestionali, strumenti applicativi, linee di indirizzo, regole di accreditamento e certificazione, e il sostegno economico alle aziende che adottano tali strumenti.

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