Economia

Produttori di barre in acciaio inox delusi dalla nuova salvaguardia Ue

di redazione Settembre 17, 2026 Categorie: Economia, Imprese

In Breve

Qual è l'impatto della nuova salvaguardia Ue sui produttori di barre in acciaio inox?
I produttori non hanno registrato miglioramenti significativi nell'attività dopo l'entrata in vigore della salvaguardia.
Quali sono le percentuali di riduzione per i vari Paesi?
Riduzioni del 56% per il Regno Unito, 41% per la Svizzera e 27% per l'India.
Come sta influenzando il mercato la regionalizzazione?
I dazi imposti dal Regno Unito e dagli Stati Uniti hanno ridotto l'accesso ai mercati per i produttori europei.

A due mesi dall’entrata in vigore della nuova salvaguardia europea, che ha ridotto di quasi 12 milioni di tonnellate i contingenti di acciaio destinati a Paesi extra-Ue, le imprese produttrici di barre in acciaio inossidabile non hanno registrato miglioramenti nell’attività e nella raccolta ordini. Gli impianti, come riportato da Massimiliano Burelli, amministratore delegato di Cogne Acciai Speciali, sono rimasti al 70% della capacità produttiva, una soglia mantenuta anche dopo l’estate.

Le aziende contestano che la revisione, pur avendo come obiettivo medio una riduzione del 44% del flusso di importazioni, ha fissato per le barre inox tagli differenziati: -56% per il Regno Unito, -41% per la Svizzera e -27% per l’India, che continua a essere il principale concorrente, avendo aumentato significativamente le proprie esportazioni. Inoltre, il meccanismo prevede l’accesso a quote residuali, il che significa che il volume effettivamente disponibile per l’India calerà solo del 19,8% secondo i calcoli.

Burelli sottolinea che il nuovo meccanismo di assegnazione, concepito per limitare l’operatività di operatori che beneficiano di aiuti di Stato e operano in sovracapacità, non sarebbe in grado di ridurre in modo significativo l’accesso effettivo dell’India al mercato Ue. Una lettera firmata dai principali operatori del settore, inviata alla Commissione lo scorso luglio, non ha ricevuto risposta. Tuttavia, è stata avviata un’interlocuzione con associazioni di categoria come Eurofer e Federacciai per chiedere una revisione della soglia di riduzione del free trade, in particolare per l’India, e un allineamento a quanto fatto per l’acciaio al carbonio.

Cogne Acciai Speciali, controllata dalla multinazionale taiwanese Walsin Liwha Corporation e con stabilimenti anche nel Regno Unito e negli Stati Uniti, sta subendo gli effetti della forte regionalizzazione dei mercati. Il Regno Unito ha imposto un dazio d’ingresso del 26%, mentre gli Stati Uniti applicano dazi al 50%, riducendo significativamente l’accesso a quei mercati.

Nel 2025, la domanda è aumentata, ma è stata assorbita dalle importazioni, erodendo le quote dei produttori europei. Il 2026 presenta risultati leggermente migliori rispetto al 2025, ma resta sotto il budget, con volumi bassi nel comparto automotive e segnali positivi ma limitati nei settori dell’energia, dell’aerospazio e del nucleare, dove la marginalità è alta.

redazione

Profilo autore e archivio degli articoli pubblicati su Impresa Monitor.