Economia

Sardegna: la sfida della manifattura e il valore aggiunto pro capite

di redazione Ottobre 6, 2026 Categorie: Economia, Imprese

In Breve

Qual è il valore aggiunto pro capite della manifattura in Sardegna?
Il valore aggiunto pro capite è di 1.478 euro, circa un quarto della media nazionale.
Qual è la quota della manifattura sul PIL regionale?
La manifattura contribuisce per il 6,2% al PIL regionale.
Quali settori trainano la manifattura in Sardegna?
I settori chimico-petrolifero e della trasformazione alimentare rappresentano quasi la metà del valore aggiunto.

La situazione della manifattura in Sardegna è preoccupante, con un valore aggiunto pro capite che si attesta a soli 1.478 euro, circa un quarto dei 5.622 euro della media nazionale. Questo dato evidenzia come il settore manifatturiero contribuisca in misura limitata all’economia regionale, generando nel 2023 circa 2,33 miliardi di euro, pari al 6,2% del totale regionale, in netto contrasto con una quota nazionale del 17,2%.

Se la Sardegna avesse un’incidenza manifatturiera pari a quella media italiana, il valore aggiunto potrebbe arrivare a circa 6,5 miliardi di euro, con una differenza di oltre 4,1 miliardi, che rappresenterebbe quasi il 10% del PIL regionale. Attualmente, il PIL pro capite in Sardegna è di 27.731 euro, quasi 10.000 euro in meno rispetto alla media italiana di 37.309 euro.

Nel 2024, la Sardegna ha registrato una crescita reale del PIL dell’1,3%, superando lo 0,7% nazionale, e le stime per il 2025 la collocano tra le regioni con tassi di crescita più elevati, seppure contenuti. Tuttavia, la produzione manifatturiera regionale è caratterizzata da una forte polarizzazione: nel 2023, quasi la metà del valore aggiunto proveniva dai settori chimico-petrolifero (circa 590 milioni) e della trasformazione alimentare (circa 571 milioni), mentre tutti gli altri settori insieme rappresentavano la restante metà.

Escludendo i comparti chimico e petrolifero, il valore aggiunto pro capite scende a 1.103 euro, pari al 21,5% della corrispondente media nazionale, ponendo la Sardegna tra le regioni a più bassa produzione manifatturiera, a ridosso di Sicilia e Calabria. Rispetto ad altre regioni del Mezzogiorno, Abruzzo e Basilicata mostrano una produzione manifatturiera pro abitante oltre tre volte e oltre il doppio di quella sarda, mentre Puglia e Campania producono per abitante circa il 48% e il 64% in più, nonostante un PIL pro capite inferiore.

L’insularità è spesso citata come un fattore penalizzante per gli investimenti e lo sviluppo delle filiere produttive. Senza collegamenti affidabili, energia competitiva, infrastrutture efficienti, competenze tecniche e politiche stabili, le imprese rimangono di piccole dimensioni e le nuove produzioni tendono a spostarsi verso altri territori. Andrea Porcu, direttore del Centro Studi di Confindustria Sardegna, sottolinea: «La crescita di un singolo anno non è sufficiente a colmare un ritardo costruito nell’arco di decenni».

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