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La Sicurezza delle Identità nell’Era degli Agenti Autonomi

di redazione Ottobre 6, 2026 Categorie: Imprese, Innovazione

In Breve

Cosa sono gli agenti autonomi?
Gli agenti autonomi sono software che operano in modo indipendente, automatizzando processi e decisioni.
Quali sfide pongono gli agenti autonomi alla sicurezza delle identità?
Pongono sfide come la mancanza di visibilità e l'aumento delle superfici d'attacco.
Come possono le aziende migliorare la sicurezza delle identità?
Evolvendo verso un modello di governance degli agenti e implementando sistemi di fiducia in esecuzione.

L’emergere di agenti software autonomi e workflow automatizzati sta cambiando radicalmente il panorama della sicurezza informatica, in particolare per quanto riguarda la gestione delle identità e degli accessi (IAM). Tradizionalmente, i modelli IAM sono stati progettati attorno all’idea di un utente umano che si autentica e agisce all’interno di una singola sessione. Tuttavia, con l’adozione crescente di agenti autonomi, le aziende si trovano a dover affrontare sfide senza precedenti.

Questi agenti operano a velocità e con un’autonomia che i controlli statici non sono in grado di gestire. Ciò rende fondamentale per le organizzazioni sviluppare la capacità di monitorare, governare e contenere le attività che avvengono dopo la concessione dell’accesso. I sistemi IAM tradizionali validano l’accesso in un momento specifico, ma non sono in grado di valutare il comportamento in tempo reale degli agenti autonomi.

Le intelligenze artificiali non si limitano a autenticarsi e fermarsi; esse invocano strumenti e modificano sistemi in tempo reale, creando una nuova superficie di attacco. La mancanza di visibilità e gli inventari incompleti di agenti AI, uniti a credenziali non tracciate e a un uso eccessivo di credenziali condivise, amplificano ulteriormente il rischio. Inoltre, pratiche come l’uso di credenziali di breve durata e azioni guidate da macchine introducono ulteriori punti ciechi nella sicurezza aziendale.

Gli attaccanti, approfittando di queste vulnerabilità, tendono a utilizzare tecniche semplici come credenziali rubate o compromesse, evitando metodi sofisticati e apparendo legittimi agli strumenti di verifica tradizionali. Per affrontare queste nuove minacce, è essenziale che le organizzazioni evolvano verso un modello di gestione delle identità che integri diversi aspetti chiave.

In primo luogo, è necessaria una governance degli agenti, che includa l’identificazione, l’assegnazione di proprietà e la definizione di confini e permessi. In secondo luogo, è fondamentale sviluppare un sistema di fiducia in esecuzione, che preveda una valutazione contestuale degli accessi e un contenimento rapido dei comportamenti rischiosi. Infine, le aziende devono garantire un’operabilità programmabile che vada oltre la console amministrativa.

Ridurre l’esposizione delle credenziali, migliorare l’attribuzione e mantenere una chiara catena di responsabilità fino a un proprietario umano o a una decisione di policy sono passaggi cruciali per affrontare le sfide attuali. Russ Kirby, CISO di Ping Identity, evidenzia che la vera sfida non consiste nel proibire l’uso di sistemi AI, ma nel garantire che funzionino in modo sicuro e responsabile, sotto la supervisione di guardrail aziendali.

Le organizzazioni che sapranno integrare identità, responsabilità e controllo in tempo reale nella loro struttura operativa saranno quelle in grado di sfruttare l’AI con maggiore fiducia, senza soffocare l’innovazione. In un contesto in continua evoluzione, la capacità di adattarsi e rispondere alle nuove minacce sarà determinante per il successo delle imprese nel futuro digitale.

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