Finanza

Truffa via WhatsApp: Fideuram coinvolta in un raggiro da 36 milioni

di redazione Settembre 25, 2026 Categorie: Finanza

In Breve

Qual è l'importo totale coinvolto nella truffa?
Circa 95 milioni di euro.
Quanti milioni sono stati recuperati finora?
40 milioni in Cina e 13 milioni in Portogallo.
Chi sono i pubblici ministeri dell'inchiesta?
Alfonso Serritiello e Barbara Benzi.

La procura di Milano ha avviato un’indagine su una sofisticata truffa via WhatsApp che ha coinvolto Fideuram, costringendo l’istituto a effettuare bonifici per un totale di circa 95 milioni di euro. L’ex presidente della banca, Paolo Molesini, è stato contattato a febbraio tramite un messaggio che richiedeva operazioni finanziarie urgenti, giustificate dalla necessità di concludere affari all’estero.

Il raggiro è stato reso credibile da una telefonata in cui la voce di un legale noto a Molesini è stata riprodotta utilizzando tecnologie di intelligenza artificiale, accompagnata da e-mail contraffatte contenenti coordinate di società e conti esteri. Questi elementi hanno indotto l’ex presidente a disporre i bonifici richiesti.

Tuttavia, i sistemi di sicurezza di Fideuram hanno rilevato anomalie nelle transazioni, permettendo di bloccare e recuperare 40 milioni di euro in un istituto bancario cinese e di sequestrare ulteriori 13 milioni in una banca portoghese, grazie a collaborazioni internazionali e all’intervento di Eurojust.

Nonostante questi successi, restano ancora circa 36 milioni di euro che sono stati trasferiti su conti esteri e in parte convertiti in criptovalute. La procura ha già attivato rogatorie internazionali per rintracciare queste somme prima che possano essere monetizzate.

Nel registro degli indagati figura un nome di provenienza straniera, come indicato nel decreto di sequestro preventivo emesso a maggio. I pubblici ministeri titolari dell’inchiesta, Alfonso Serritiello e Barbara Benzi, stanno conducendo approfondite indagini per far luce su questa truffa.

È importante notare che Molesini non è attualmente indagato e ha rassegnato le dimissioni da presidente della banca per motivi personali a marzo.

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