Cermed di Guspini: Crisi e Futuro Incerto per il Settore Ceramico

In Breve
- Perché Cermed ha sospeso le attività?
- Cermed ha sospeso le attività a causa di elevati costi energetici e mancanza di gas metano.
- Quali misure sono state attivate?
- Sono state attivate procedure per il concordato in bianco e la cassa integrazione guadagni straordinaria.
- Qual è il futuro per i lavoratori di Cermed?
- Il futuro dei lavoratori dipende dalla risoluzione della crisi e dalla ripresa delle attività entro il 31 agosto.
La crisi che ha colpito lo stabilimento di ceramiche Cermed di Guspini, che attualmente impiega circa 120 lavoratori, ha portato alla sospensione delle attività produttive. L’azienda ha avviato procedure per il concordato in bianco e la cassa integrazione guadagni straordinaria a causa di una situazione economica critica.
Le difficoltà sono principalmente attribuibili agli elevati costi energetici e di trasporto, aggravati dalla mancanza di gas metano nell’isola. La maggior parte della produzione di Cermed è destinata ai mercati esteri, e l’azienda sta risentendo dei rincari nel trasporto su gomma e marittimo, nonché degli effetti del sistema di scambio delle emissioni di carbonio (Ets).
In aggiunta, sono state segnalate limitazioni nell’operatività bancaria, che hanno ulteriormente ostacolato la continuazione delle attività produttive. In risposta a questa situazione, è stata avviata una mobilitazione per difendere il sito produttivo di Guspini. La Regione Sardegna ha presentato la vertenza al Ministero competente e, per discutere le problematiche, è stata convocata un’assemblea pubblica con la partecipazione di amministratori locali e regionali.
Gigi Loi, segretario regionale della Uiltec, ha sollecitato il rapido completamento delle procedure necessarie per affrontare la crisi, evidenziando la necessità di accelerare il percorso per la realizzazione del metanodotto. Ha inoltre richiesto il coinvolgimento dei comuni e l’implementazione di misure per garantire la continuità territoriale delle merci, invitando le amministrazioni a «un’assunzione di responsabilità davanti a una vertenza di livello regionale».
Come termine indicativo per ricomporre la situazione è stato citato il 31 agosto, un momento cruciale per la ripresa delle attività e la salvaguardia dei posti di lavoro.
