Innovazione

I Large Action Models: Rivoluzionare l’Esperienza Cliente con l’Intelligenza Artificiale

di redazione Luglio 28, 2026 Categorie: Innovazione

In Breve

Cosa sono i Large Action Models?
I Large Action Models sono tecnologie AI che traducono intenzioni in azioni, coordinando processi lungo il percorso cliente.
Qual è il loro impatto sull'esperienza cliente?
I LAM migliorano l'esperienza cliente rendendola più fluida e proattiva, collegando diversi aspetti operativi.
Quali sono i rischi associati ai LAM?
L'autonomia dei LAM può comportare rischi, come azioni non autorizzate, che richiedono una governance adeguata.

I Large Action Models (LAM) stanno emergendo come una tecnologia chiave nell’ambito dell’intelligenza artificiale, capace di tradurre intenzioni in azioni concrete. Questi modelli consentono di eseguire flussi operativi multi-step in tempo reale, coordinando decisioni e processi lungo l’intero percorso del cliente.

Nonostante gli investimenti significativi nel settore dell’AI, molte aziende si trovano ancora a fronteggiare esperienze cliente frammentate e reattive. Secondo recenti studi, l’88% delle imprese utilizza l’AI in almeno una funzione, ma quasi due terzi di esse sono ancora in fase pilota. In questo contesto, i Large Language Models (LLM) hanno migliorato la comprensione conversazionale e la personalizzazione, mentre i LAM collegano queste capacità a un’esecuzione operativa continua.

Grazie ai LAM, gli agenti virtuali possono autenticare clienti, riprenotare voli, aggiornare assegnazioni di posti, gestire compensazioni e inviare aggiornamenti proattivi senza che il cliente debba richiederli. Questo approccio introduce un modello operativo focalizzato sull’orchestrazione end-to-end, piuttosto che su automazioni isolate, con l’obiettivo di connettere front- e back-office, canali e team per garantire continuità contestuale e risultati concreti.

Le implementazioni pratiche di questa tecnologia hanno dimostrato miglioramenti operativi significativi. Semplificando l’architettura dell’esperienza e collegando flussi di lavoro, è possibile aumentare i tassi di risoluzione immediata, migliorando al contempo l’esperienza di clienti e dipendenti.

Tuttavia, l’autonomia delle azioni intelligenti porta con sé anche dei rischi. Episodi pubblici di agenti AI che hanno cancellato database o agito al di fuori dei parametri stabiliti evidenziano la necessità di integrare la governance direttamente nei livelli di orchestrazione. Strumenti come la governance-by-design, i guardrail aziendali e gli standard di interoperabilità, come il Model Context Protocol (MCP) e l’Agent-to-Agent (A2A), sono essenziali per garantire controlli, contesto in tempo reale e comunicazione sicura tra agenti.

Inoltre, l’AI sta ridefinendo il ruolo umano nel contesto lavorativo. Se una quota rilevante di lavoratori utilizza strumenti AI sul posto di lavoro, la supervisione umana rimane fondamentale per gestire eccezioni, prendere decisioni critiche e affrontare situazioni che richiedono empatia.

Per competere nell’economia dell’esperienza, la vera sfida non è solo quella di adottare un numero sempre maggiore di tecnologie AI, ma di saper orchestrare esperienze connesse in modo affidabile, governato e scalabile, eliminando attriti e producendo risultati misurabili.

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