Economia

Calo degli Ordini di Macchine Utensili: Un Segnale di Allerta per l’Industria Italiana

di redazione Luglio 15, 2026 Categorie: Economia, Imprese

In Breve

Qual è il calo percentuale degli ordini di macchine utensili nel secondo trimestre 2026?
Il calo è del 25,8% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Quali sono le cause principali di questa flessione?
Le cause includono l'effetto-attesa legato al piano Transizione 5.0 e all'iperammortamento, oltre all'incertezza geopolitica.
Cosa prevede Ucimu per la produzione nel 2026?
Ucimu prevede una crescita della produzione di circa quattro punti percentuali per il 2026.

Nel secondo trimestre del 2026, la raccolta ordini per le commesse di macchine utensili ha registrato un significativo calo del 25,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Secondo i dati forniti da Ucimu, l’indice di riferimento, ponendo a 100 il valore del 2021, si è attestato a 47,8.

Questo decremento ha colpito sia il mercato estero, con una diminuzione degli ordini oltreconfine del 15,3%, sia in particolare il mercato interno, che ha visto una flessione del 38,7%. La contrazione del mercato interno è attribuita a un effetto-attesa legato all’implementazione delle norme del nuovo piano Transizione 5.0 e all’iperammortamento, che ha spinto molte aziende a posticipare i propri investimenti.

Analizzando i dati dei primi due trimestri del 2026, la riduzione degli ordini sul mercato interno supera il 32%. Tra i fattori che hanno influenzato questa domanda, si segnalano l’incertezza geopolitica, con conflitti in corso e tensioni internazionali, e una forte rarefazione degli investimenti nel settore automotive, che rappresenta il principale mercato di sbocco per i macchinari. Questa diminuzione della domanda non è facilmente compensabile da altri settori, come difesa, aerospace ed energia.

Il presidente di Ucimu ha sollecitato l’adozione del principio di neutralità tecnologica nella definizione dei piani per l’auto a livello europeo, al fine di gestire il passaggio produttivo e tutelare l’occupazione. A partire dal 12 giugno, con il completamento dei passaggi operativi sull’iperammortamento, si è osservato un cambiamento nell’atteggiamento degli utilizzatori italiani, con un progressivo ritorno degli ordini. Tuttavia, saranno necessari alcuni mesi affinché questo effetto si rifletta pienamente nelle rilevazioni.

Fino al 9 luglio, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha registrato 7.000 comunicazioni sulla piattaforma GSE, per un valore complessivo di 2,5 miliardi di euro. Ucimu prevede una crescita della produzione per il 2026 di circa quattro punti percentuali, sostenuta da un aumento quasi doppio delle consegne interne previsto per la seconda metà dell’anno. La durata pluriennale dell’incentivo, che si estende fino a settembre 2028, dovrebbe favorire una programmazione più efficace degli investimenti e della produzione nel medio periodo.

Il principale obiettivo dichiarato è riportare il mercato italiano verso i livelli del 2021-2022, quando superava i 6 miliardi di euro, rispetto ai circa 4,5 miliardi attuali. Questo avviene in un contesto in cui le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale stanno ridefinendo le regole della competitività industriale.

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