Economia

Cambio al vertice di Ferrovie dello Stato: le dimissioni di Donnarumma e la situazione dei treni in Italia

di redazione Giugno 26, 2026 Categorie: Economia

In Breve

Chi ha sostituito Donnarumma alla guida di Ferrovie dello Stato?
Gianpiero Strisciuglio è il nuovo amministratore delegato di Ferrovie dello Stato.
Qual è la percentuale di treni in ritardo nel 2026?
Il 65% dei treni è arrivato in ritardo nel 2026.
Quali sono le principali tratte con ritardi significativi?
Le tratte Milano-Bari e Reggio Calabria-Milano hanno registrato i maggiori ritardi.

Stefano Antonio Donnarumma ha rassegnato le dimissioni dalla guida di Ferrovie dello Stato (FS), un passaggio significativo in un contesto di tensioni politiche e manageriali. Al suo posto, è stato nominato Gianpiero Strisciuglio, attuale amministratore delegato di Trenitalia, che avrà il compito di guidare l’azienda in una nuova fase. Donnarumma, in carica dal giugno 2024 con un mandato fino ad aprile 2027, ha gestito importanti investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) per le infrastrutture ferroviarie.

La decisione di Donnarumma di lasciare l’incarico è stata influenzata da divergenze con figure del governo e dalla gestione di operazioni societarie, come l’acquisizione della Pizzarotti. Inoltre, rimane aperto un procedimento legale connesso al disastro ferroviario di Brandizzo. Il Ministero dei Trasporti ha espresso gratitudine per il lavoro svolto da Donnarumma e ha sottolineato che entrambe le parti hanno concordato la conclusione anticipata del mandato per avviare una “fase due” dell’azienda.

Parallelamente al cambio di leadership, la situazione operativa dei treni in Italia continua a destare preoccupazione. Secondo i dati di monitoraggio, su 43.389 corse analizzate nel 2026, il 65% dei convogli è arrivato in ritardo, un lieve miglioramento rispetto al 66% del 2025. Complessivamente, i treni hanno accumulato 295 giorni di ritardo, con 3.752 treni che hanno registrato oltre mezz’ora di ritardo e 1.357 corse con ritardi superiori ai 60 minuti. Tra i treni più colpiti, i Frecciarossa hanno mostrato ritardi nel 65,4% delle 39.939 corse monitorate.

Le tratte più problematiche includono Milano-Bari, con il Frecciarossa 8807 che ha riportato un 38% di corse oltre i 30 minuti di ritardo, e la Reggio Calabria-Milano, che ha registrato un 35% di ritardi pesanti. La situazione è aggravata da un quadro infrastrutturale complesso, con circa 1.300 cantieri attivi quotidianamente per manutenzione e investimenti, grazie a un finanziamento di 11,6 miliardi di euro stanziato nel 2025.

Il volume degli interventi è aumentato del 49% rispetto al 2023, ma questo ha comportato 272.000 interruzioni annue. Per l’estate 2026, sono previste chiusure significative, tra cui l’interruzione della linea Milano-Venezia dal 2 al 16 agosto e un blocco completo della Milano-Genova dal 20 luglio al 28 agosto per lavori sul Ponte Po.

In aggiunta ai ritardi, il settore ferroviario italiano deve affrontare anche problemi di sicurezza. Sono stati segnalati casi di convogli bloccati con passeggeri senza aria condizionata. Inoltre, a febbraio 2026, un doppio attentato ha colpito l’Alta Velocità a Bologna, causando danni ai cavi e un incendio doloso a una cabina elettrica a Pesaro, eventi che hanno ulteriormente aggravato i blocchi del traffico.

redazione

Profilo autore e archivio degli articoli pubblicati su Impresa Monitor.