Energia

Produzione Idroelettrica in Crisi: Le Sfide dell’Estate 2026

di redazione Luglio 14, 2026 Categorie: Energia, Sostenibilità

In Breve

Qual è il calo della produzione idroelettrica a maggio 2026?
La produzione idroelettrica è diminuita del 38,5% rispetto a maggio 2025.
Quali sono le cause della crisi idroelettrica?
Le cause includono una primavera secca e temperature elevate che hanno ridotto l'apporto idrico.
Qual è il deficit idrico in Lombardia?
In Lombardia è stato registrato un deficit del 36% in laghi e invasi rispetto alla media.

L’estate del 2026 si prospetta critica per la produzione idroelettrica in Italia, con segnali preoccupanti che emergono dai dati recenti. A maggio, la produzione di energia rinnovabile idroelettrica ha registrato un calo del 38,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Nei primi cinque mesi del 2026, la produzione è risultata inferiore del 19,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, che già aveva visto una diminuzione del 21,2% rispetto al 2024.

Le cause di questa crisi sono da ricercarsi in una primavera più secca del previsto e in temperature elevate a giugno, che hanno ridotto drasticamente l’apporto idrico. Tra marzo e maggio, il Nord Italia ha registrato una diminuzione delle precipitazioni compresa tra il 30% e il 50%. Inoltre, l’evaporazione ha aumentato le perdite e lo scioglimento delle nevi si è anticipato, con un equivalente idrico nivale medio in Italia che ha mostrato un decremento del 14% a marzo e quasi 50% ad aprile.

Le precipitazioni hanno mostrato un andamento altalenante: +44% a febbraio, -5% a marzo, -40% ad aprile e -32% a maggio. Questa combinazione di minori precipitazioni e scioglimento precoce della neve ha reso incerta la stagione idroelettrica, con il mese di luglio considerato cruciale per la gestione delle riserve idriche.

Diversi operatori del settore hanno segnalato che i livelli degli invasi sono inferiori alle medie storiche. Per alcune dighe gestite da gruppi industriali, la disponibilità d’acqua è attualmente inferiore di circa il 40% rispetto alle medie storiche. In Alto Adige, i bacini mostrano un riempimento mediamente inferiore del 30-40% rispetto al consueto.

Per far fronte alle esigenze irrigue, a fine giugno sono stati programmati rilasci dal lago di Como pari a 4 milioni di metri cubi al giorno per 15 giorni, con contributi percentuali da parte dei concessionari delle dighe. A livello regionale, in Lombardia è stato registrato un deficit del 36% in laghi, invasi ed equivalente idrico nivale rispetto alla media, un miglioramento rispetto al -61% registrato nello stesso periodo del 2022. In Trentino, la precipitazione cumulata alla stazione di Trento Laste al 31 maggio risultava circa il 40% inferiore alla media ventennale, e alcune multiutility hanno già segnalato riduzioni di produzione dell’ordine del 24% nel primo trimestre del 2026.

Le società operative nel settore idroelettrico sottolineano l’urgenza di investimenti e interventi regolatori per la gestione delle concessioni. La valutazione finale sull’andamento della stagione dipenderà dall’evoluzione delle precipitazioni e delle temperature nei prossimi mesi, che determineranno se la produzione si manterrà sotto la media, senza però raggiungere i minimi storici di annate eccezionalmente siccitose.

redazione

Profilo autore e archivio degli articoli pubblicati su Impresa Monitor.