Rinnovo Contrattuale nel Settore Bancario: La Fabi Richiede Aumenti Concreti per i Lavoratori

In Breve
- Qual è la richiesta principale della Fabi riguardo agli stipendi?
- La Fabi chiede un incremento medio di 518 euro mensili per i lavoratori del settore bancario.
- Qual è la situazione attuale delle trattative per il rinnovo del contratto?
- Le trattative con l'ABI procedono a rilento, con preoccupazioni per il rinvio delle decisioni.
- Quando avrà decorrenza il nuovo contratto?
- Il rinnovo contrattuale avrà decorrenza dal 1° aprile 2026.
Rinnovo Contrattuale nel Settore Bancario: La Fabi Richiede Aumenti Concreti per i Lavoratori
Il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, ha lanciato un appello alle banche per presentare una proposta concreta riguardante gli aumenti salariali nell’ambito del rinnovo del contratto nazionale, attualmente in fase di trattativa da sette mesi. Nonostante i colloqui con l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) continuino, il processo sembra procedere a rilento, con le grandi operazioni bancarie che assorbono l’attenzione dei gruppi e rischiano di diventare un pretesto per ritardare le decisioni.
La Fabi ha richiesto un incremento medio di 518 euro mensili a regime nel triennio, sostenendo la propria posizione con dati sulla redditività del settore. Tra il 2022 e il 2025, gli utili delle banche sono aumentati del 72%, mentre il costo del lavoro ha visto un incremento del solo 7%. I ricavi medi annui per lavoratore sono stimati in 430mila euro, contro un costo del lavoro medio di 77mila euro, il che significa che i ricavi superano di oltre 5,5 volte il costo.
Sileoni ha sottolineato l’importanza di un mandato chiaro al Comitato affari sindacali e del lavoro dell’ABI, accompagnato da una proposta salariale concreta. In mancanza di un accordo, la conflittualità potrebbe aumentare all’interno dei gruppi, specialmente durante le integrazioni. Il rinnovo contrattuale avrà effetto dal 1° aprile 2026, e la Fabi avverte che il tempo perso nelle trattative non deve tradursi in una diminuzione del potere d’acquisto per i lavoratori.
Oltre alla componente economica, Sileoni ha messo in evidenza l’importanza degli aspetti normativi, come la riduzione dell’orario di lavoro, la gestione delle pressioni commerciali e la garanzia di sicurezza e professionalità, anche in caso di cambi di proprietà e riorganizzazioni aziendali. Ha inoltre richiamato l’attenzione sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro, sottolineando che la gestione dei piani industriali per il 2027-2028 sarà cruciale. Secondo Sileoni, la tecnologia non deve essere utilizzata come scusa per ridurre le assunzioni; piuttosto, è necessario investire in nuove assunzioni, formazione e sviluppo di nuove professionalità.
La Fabi ha ricordato gli accordi precedentemente siglati per i prepensionamenti volontari e il Fondo per l’occupazione, che hanno facilitato il ricambio generazionale e portato a oltre 40mila nuove assunzioni. Questo tema sarà centrale nel Congresso nazionale previsto dal 18 al 22 gennaio a Roma. Nel frattempo, sono programmati incontri con l’ABI il 9 e il 19 novembre per continuare il dialogo.
