Economia

Crescita della Manifattura Italiana: Fatturato e Produzione in Aumento nei Primi Quattro Mesi del 2026

di redazione Luglio 28, 2026 Categorie: Economia, Imprese

In Breve

Qual è la crescita del fatturato della manifattura italiana nei primi quattro mesi del 2026?
Il fatturato è cresciuto del 2,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Come si presenta la produzione manifatturiera in Italia?
La produzione ha visto un aumento dell'1,4% nel trimestre marzo-maggio su base annua.
Quali settori stanno performando meglio nella manifattura italiana?
I migliori risultati si registrano nei settori della meccanica, elettrotecnica, elettronica, metallurgia e farmaceutica.

Nei primi quattro mesi del 2026, il fatturato della manifattura italiana ha registrato una crescita del 2,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo valori correnti. Se si considera l’effetto dei prezzi, il dato deflazionato mostra un incremento dell’1,1%. La produzione manifatturiera ha visto un progresso dell’1,4% nel trimestre marzo-maggio su base annua e una sostanziale stabilità nei primi cinque mesi, con un aumento dell’0,8%.

Questo andamento è simile a quello della Francia, mentre si presenta più favorevole rispetto alla Germania, dove la produzione ha subito un calo del 3,4%. A sostenere questa crescita sono stati principalmente la ripresa degli investimenti in macchinari e tecnologie sul mercato interno, insieme a una pianificazione più accurata delle scorte lungo le filiere. Questi fattori hanno contribuito ad attenuare gli effetti della scarsità e dei rincari delle materie prime, nonostante le discontinuità negli approvvigionamenti legate al conflitto in Iran e alla chiusura dello stretto di Hormuz.

Dal punto di vista estero, l’export di beni è aumentato del 3,1% a valori correnti e del 2,2% a prezzi costanti nei primi quattro mesi del 2026. Questo incremento è stato spinto in particolare dalla farmaceutica e dalla domanda proveniente dagli Stati Uniti, nonostante le difficoltà dovute a dazi, crescente concorrenza dei produttori cinesi e tensioni geopolitiche.

I settori che hanno registrato i migliori risultati includono quelli legati ai beni d’investimento, come meccanica, elettrotecnica ed elettronica, oltre a metallurgia e farmaceutica. Al contrario, i comparti più esposti ai rincari energetici, come trasporti e alimentare, hanno mostrato un andamento negativo.

Tuttavia, il clima di fiducia delle imprese è in peggioramento. La principale preoccupazione è l’evoluzione dei prezzi e la possibile ricaduta lungo la filiera fino ai consumatori, in un contesto di domanda debole. Alessandra Lanza, senior partner di Prometeia, ha sottolineato che le transizioni ambientale e digitale continuano a sostenere la domanda, in particolare in mercati innovativi come gli Stati Uniti. Inoltre, ha evidenziato come alcuni macrotrend demografici favoriscano settori specifici, come la farmaceutica. Lanza ha aggiunto che, anche se si trovasse rapidamente una soluzione al conflitto in Medio Oriente, essa sarebbe solo temporanea.

In conclusione, l’analisi suggerisce che il livello dei prezzi è destinato a salire e che le tensioni inflazionistiche potrebbero diventare più visibili nei prossimi trimestri. Questo scenario comporta il rischio di una contrazione della domanda, che richiederà politiche strutturali di aumento dei salari per contrastare gli effetti negativi.

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