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Castelbuono e il Futuro del Lavoro: Nasce la Madonie Nomad Residency

di redazione Luglio 28, 2026 Categorie: Imprese

In Breve

Cos'è la Madonie Nomad Residency?
È un'iniziativa di Castelbuono per attrarre nomadi digitali e promuovere lo sviluppo delle aree interne siciliane.
Qual è l'impatto economico stimato del progetto?
I promotori stimano un impatto economico di almeno un milione di euro sul territorio.
Quando si svolgerà il festival di lancio del progetto?
Il festival di lancio si terrà dal 4 al 6 settembre 2026 a Castelbuono.

Castelbuono, un affascinante comune siciliano situato nel cuore delle Madonie, ha avviato un’iniziativa pionieristica per attrarre nomadi digitali e smart worker: la Madonie Nomad Residency. Questo progetto si propone di trasformare il lavoro da remoto in uno strumento di sviluppo per le aree interne, partendo da un coworking pubblico avviato alla fine del 2020.

Il coworking, gestito dall’associazione no profit Social Green Hub, è stato creato durante la pandemia per fornire uno spazio condiviso a coloro che lavorano in modalità agile. Si tratta del primo coworking pubblico italiano strutturato e continuativo, che ha già ospitato oltre 750 persone e conta circa 350 utenti attivi. Con 40 postazioni stabili, ampliabili a 70 durante eventi aziendali, il coworking ha già attratto tre imprese tecnologiche che hanno svolto settimane di lavoro in loco con gruppi di circa cinquanta persone ciascuno.

Le ricadute positive di questa iniziativa si fanno sentire anche tra i residenti: molti castelbuonesi che lavorano altrove hanno aumentato la frequenza e la durata dei loro ritorni in paese. La permanenza media annuale è più che triplicata rispetto al periodo precedente all’apertura del coworking, e alcuni professionisti europei hanno scelto di acquistare casa e stabilirsi nel comune. I promotori stimano un impatto economico di almeno un milione di euro sul territorio.

La Madonie Nomad Residency mira a espandere il modello dal singolo spazio a un intero territorio, creando una “Smart Land” che metta in rete lavoro digitale, servizi, imprese, amministrazioni e comunità locali. Questo approccio consentirà di lavorare su progetti nazionali e internazionali senza la necessità di trasferirsi nelle grandi città. L’iniziativa si propone anche come risposta alla crisi demografica che affligge la Sicilia interna: secondo i dati Istat, tra il 2019 e il 2026, la Sicilia ha perso 96.328 residenti tra i 18 e i 35 anni, con una riduzione del 9,6% della popolazione giovanile e una fuga di competenze verso il Centro-Nord.

Il progetto è ideato da Empeeria, promosso da Sosvima e sostenuto da una rete istituzionale che include il ministero delle Imprese e del Made in Italy, Enit, i Comuni di Castelbuono e Collesano, e la rete dei Borghi più belli d’Italia in Sicilia. Per evitare il rischio di gentrificazione, i promotori hanno introdotto la formula del “co-living consapevole”: un Local Host coordinerà camere, spazi di lavoro e servizi a tariffe calmierate, distribuendo i benefici e prevenendo dinamiche speculative.

«L’accoglienza dei nomadi digitali non deve tradursi in gentrificazione, ma in un’opportunità Win-Win-Win in cui l’innovazione genera valore permanente per i residenti, le imprese locali e chi sceglie di vivere il territorio», ha dichiarato Tony Cirnigliaro, fondatore e direttore esecutivo di Empeeria.

Al centro del progetto c’è un patto di reciprocità: chi viene ospitato dovrà mettere a disposizione competenze e attività formative per giovani, artigiani e imprese locali nei campi del marketing, della digitalizzazione e dell’innovazione. L’obiettivo è trasformare le presenze temporanee in collaborazioni e opportunità durature, oltre che in pernottamenti e consumi.

Il progetto sarà ufficialmente lanciato dal 4 al 6 settembre 2026 con un festival internazionale a Castelbuono, seguito da un periodo di Open Stay dal 7 al 13 settembre. Sono attesi oltre duecento lavoratori da remoto e professionisti per talk sull’intelligenza artificiale e sul futuro del lavoro, workshop, tavole rotonde sulla rigenerazione delle comunità, networking ed esperienze sul territorio. La verifica decisiva sarà capire se il modello saprà convertire le presenze temporanee in nuovi residenti, relazioni professionali e occasioni economiche stabili.

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