Economia

Crescita delle Procedure di Crisi in Italia: L’Edilizia Sotto Pressione

di redazione Ottobre 27, 2026 Categorie: Economia

In Breve

Quante procedure di crisi sono state aperte nel primo semestre del 2026?
Nel primo semestre del 2026, sono state aperte 6.672 procedure di crisi.
Qual è il settore più colpito dalle liquidazioni giudiziali?
Il settore più colpito è l'edilizia, con 831 liquidazioni giudiziali.
Qual è l'aumento delle liquidazioni giudiziali rispetto al 2025?
Le liquidazioni giudiziali sono aumentate del 2,4% rispetto al 2025.

Crescita delle Procedure di Crisi in Italia: L’Edilizia Sotto Pressione

Nel primo semestre del 2026, l’Italia ha assistito all’apertura di 6.672 procedure di crisi, un dato che corrisponde a quasi 40 imprese al giorno, inclusi i fine settimana. Questo rappresenta un incremento del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. La maggior parte di queste procedure riguarda le liquidazioni giudiziali, con 5.401 casi, in aumento del 2,4%.

Aumento delle Liquidazioni Giudiziali e Altri Strumenti di Regolazione

Oltre alle liquidazioni giudiziali, gli altri strumenti di regolazione della crisi hanno visto un aumento significativo, passando a 1.271 casi (+16,6%), il che porta la loro incidenza al 19,0% del totale. Tra le varie tipologie, i concordati preventivi sono aumentati del 24,6%, mentre le misure protettive e cautelari hanno registrato un incremento del 35,9%. Tuttavia, gli accordi di ristrutturazione hanno mostrato un calo del 20% nel semestre, nonostante un recupero del 21,1% nel secondo trimestre.

Settori Maggiormente Colpiti

Tra i vari comparti, i Servizi rappresentano il 38,2% delle liquidazioni giudiziali, seguiti da Costruzioni (22,9%) e Distribuzione (22,7%). In particolare, il settore dell’edilizia è il più colpito, con 831 liquidazioni giudiziali, mantenendo livelli simili a quelli del primo semestre del 2025. Le difficoltà del settore sono amplificate dai rincari delle materie prime e dai ritardi nel riconoscimento degli extra-costi da parte delle stazioni appaltanti, con un gap finanziario stimato in 3,8 miliardi di euro per l’intero sistema paese.

Distribuzione Territoriale delle Liquidazioni

Analizzando la situazione a livello territoriale, il Nord Ovest e il Centro concentrano rispettivamente il 28,8% e il 28,2% delle liquidazioni giudiziali. La Lombardia si distingue per avere la quota più alta, con il 22,2% del totale nazionale, seguita da Lazio (18,2%) e Campania (10,3%).

Preoccupazioni per le Imprese Giovanili

Un dato allarmante è l’aumento delle procedure tra le imprese più giovani: per quelle con meno di cinque anni di attività, l’incremento delle liquidazioni sfiora il 50%. Questo fenomeno solleva interrogativi sulla sostenibilità e le prospettive future di queste nuove realtà imprenditoriali.

Segnali di Tenuta nei Pagamenti

Nonostante il contesto difficile, i dati sui pagamenti mostrano segnali di tenuta. Le tempistiche rilevate dalla banca dati Payline evidenziano un miglioramento rispetto allo stesso trimestre del 2025 in tutte le classi dimensionali. Le medie imprese registrano un tempo medio di 61,31 giorni (da 62,72), mentre le grandi imprese si attestano a 71,57 giorni (da 72,35). Tuttavia, è importante notare che questo miglioramento è in gran parte dovuto alla riduzione dei giorni contrattualmente concordati.

Ritardi nei Pagamenti per Settore

Tra i vari settori, i ritardi maggiori si registrano nei mezzi di trasporto, con un aumento da 10,6 a 12,2 giorni. Peggiorano anche i settori del Sistema Moda, Largo Consumo, Chimica e farmaceutica, Prodotti intermedi e Immobiliari. L’Agricoltura rimane su livelli elevati con un tempo medio di 12,6 giorni, ma mostra un miglioramento rispetto ai 12,9 giorni del 2025.

Conclusioni

In conclusione, il primo semestre del 2026 ha evidenziato un aumento significativo delle procedure di crisi in Italia, con l’edilizia che si trova ad affrontare sfide considerevoli. La situazione richiede un’attenzione particolare da parte delle istituzioni e degli operatori del settore per garantire una ripresa sostenibile.

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